Piazza San Giovanni Battista 1/22 - c.a.p. 24020
Tel. 035 740001 fax 035 740069 - Cod. Fisc. 81001030162  P. IVA 00793310160

info@comune.casnigo.bg.it
 
Quaderno Casnighese n. 5
OPERE DI RELIGIOSITA' POPOLARE A CASNIGO
IL NUOVO VOLUMETTO DELLA COLLANA "QUADERNI CASNIGHESI"  È STATO DISTRIBUITO GRATUITAMENTE A TUTTE LE FAMIGLIE CASNIGHESI




Giovanmaria Angeli e Fabio Zilioli

Opere di religiosità popolare a Casnigo

Note storiche a cura di Simone Doneda

A chi ci ha preceduto,
grati dell’esemplare Fede;
ai nostri contemporanei,
ansiosi per una cultura del rispetto;
a chi ci seguirà,

fiduciosi nel coraggio di nuove testimonianze

 

PREFAZIONE

Il volume che  fa parte di un progetto che ha origini lontane. Da anni infatti si sentiva l’esigenza, in diversi ambienti, di censire le opere di religiosità popolare presenti sul territorio comunale del nostro paese, sulla scorta, pure, di esperienze analoghe avviate in altri paesi della provincia. La necessità derivava dalla presa di coscienza del rischio che queste opere corrono: l’oblio, la misconoscenza, la loro scomparsa come evento estremo. Una prima raccolta di materiale è stata compiuta, una decina di anni fa, ad interessamento di un privato che ha poi ceduto il materiale fotografico al Comune. Più operativo l’interessamento di due gruppi presenti in paese, la locale sezione dell’Associazione Nazionale Alpini ed il Circolo Artistico di Casnigo, che pure avevano raccolto materiale video e fotografico. Il corso più recente, e si spera non ultimo, di queste iniziative, ha preso avvio in seno alla Commissione Biblioteca ormai più di tre anni fa. 
L’incarico per il rilievo delle opere è stato affidato a due membri della Commissione che hanno operato gratuitamente, con il supporto di un terzo volontario (che ha redatto le accurate note storiche) e dell’Ufficio Cultura del Comune. L’obiettivo è stato da subito quello della pubblicazione di un volume della collana “Quaderni Casnighesi”, ma con lo svolgersi delle operazioni di censimento ci si è resi conto dell’impossibilità di un rilievo completo e sistematico delle opere, in particolare di quelle non più esistenti. Conversando con la gente durante i rilievi, ci si accorgeva che le notizie relative alle opere erano tante. Si è così pensato di rivolgerci alla popolazione attraverso il Notiziario Comunale, invitandola a segnalare opere. E’ nata cosi l’idea di realizzare, oltre al presente volume, un archivio informatico delle opere in oggetto. Questo ulteriore passo sarà sviluppato in un secondo momento, sfruttando la diffusione del volume come momento pubblicitario dell’iniziativa.

Concludendo, il presente lavoro vuole ricordare che queste opere, oltre ad essere spesso una profonda espressione di fede, sono una sicura e vivace testimonianza di una società saldamente presente sul territorio.

 

                                                                           L’assessore alla Cultura
                                      
                                               Pierluigi Rossi

INTRODUZIONE

Le opere di religiosità popolare, al pari di altre opere di espressione artistica più o meno consapevole, sono etichettate ormai da qualche decennio “arte minore”, sulla scorta delle deduzioni dell’ingegnere bergamasco Luigi Angelini, che formulò questa definizione nei primi decenni del secolo scorso. In realtà queste opere hanno valore ben oltre l’ambito artistico (e Angelini ben lo sapeva), travalicando anche l’aspetto principale delle stesse, quello religioso: esse sono infatti segno dei tempi, parte della storia locale prima che della storia dell’arte. Non è un caso che le immagini, oltre agli elementi di iconografia classica, attingano direttamente dall’esperienza quotidiana. Non da meno la fede, al pari dell’arte, era completamente immersa nel quotidiano, e di esso era costituita. E non è, ancora, un caso, e ben ce ne siamo accorti effettuandone il censimento, la loro disposizione sul territorio comunale: certamente capillare, ma ben presente soprattutto in quelli che erano un tempo i luoghi della fatica e del vivere quotidiano, le aree rurali e le stalle fino alla loro moderna evoluzione: la fabbrica.

 

 

CONCLUSIONI

Il lavoro svolto ci ha permesso di comprendere alcuni aspetti dell’ambiente in cui viviamo, la storia da cui veniamo.

Ecco allora che non possiamo esimerci dal ringraziare quanti, nei secoli passati, si sono adoperati per ricordarci indirettamente della loro esistenza e della loro semplice saggezza, insomma, della loro fede.

E non possiamo evitare di invitare i nostri posteri a tentare di seguire i nostri antenati nel produrre gesti, eventi ed opere che restino a testimonianza per chi a loro volta li seguirà.

Concludendo, non ci resta che sottolineare come, ancora oggi, sia utile rimarcare per tutti la necessità di una cultura e di un’educazione al rispetto.

Ci congediamo con un’ultima considerazione, sunto di questa nostra esperienza: le opere da noi analizzate, proprio in ragione del loro essere spesso anonime, comunque popolari e sempre a soggetto religioso, non possono che essere di tutti.  


 

Riportiamo alcune delle fotografie delle opere rilevate e descritte nel libro

  Vai alla pagina principale
del Comune di Casnigo

L'opera è posta sulla facciata sud-orientale (accanto alla porta del fienile) di una cascina in località "Abiöl", poco oltre, salendo la "Tribulina del Riposo".
Si tratta di un'interessante composizione, costituita da una doppia nicchia corniciata con incisione nell'intonaco e tinteggiatura a contrasto, contenente un affresco a mezzo busto del Cristo incoronato di spine. Dedicazione: "Ecce homo"

 

Affreschi presso la casa del Signor Rossi Andrea (Mécòt) in via Garibaldi. 
Gli strappi sono conservati presso la parrocchia. Raffigurano una Santissima Trinità, San Rocco e una Pietà. Le opere risalgono al XV-XVI secolo.

 

 

 

  Vai alla pagina principale
del Comune di Casnigo