VISITA ALLE OPERE DEI BASCHENIS IN VAL RENDENA (TRENTINO)

Quando 25/04/2012
dalle 06:00 alle 21:00
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Nell’ambito delle manifestazioni previste per il 400° anniversario della conclusione dei lavori al Santuario della SS. Trinità e per meglio conoscere l’opera dei pittori Baschenis che l’hanno  affrescato, si organizza una visita ad alcune chiese della Val Rendena (Trentino) ove sono presenti altre loro pregevoli opere

Programma:

- Ore 6,00 - Partenza in pulmann dal Piazzale Giovanni XXIII (Mercato)

- Ore 8,00 - Arrivo previsto a Pelugo

- Ore 8,00 / 9,30 -  Pelugo, colazione e visita alla chiesa di Sant'Antonio - trasferimento a Pinzolo

- Ore 10,30 / 12,00 - Pinzolo, visita con guida turistica locale alla chiesa di San Vigilio con la sua celebre "danza macabra"

- Ore 12,00 / 14,30 - Pinzolo, tempo libero per pranzo (per chi lo desidera verranno fornite indicazioni di ristoranti con menù turistico) - Trasferimento a Carisolo

- Ore 15,00 - Carisolo, visita alla chiesa di Santo Stefano con guida turistica locale - Trasferimento a Javré

- Ore 17,00 / 17,30 - Javré, visita alla chiesa di San Valentino o alla chiesa di San Giovanni Battista

- Ore 17,30 / 18,00 - Partenza per Casnigo

- Ore 20,00 / 20,30 - Arrivo previsto a Casnigo

Costo per pulmann e visite guidate: 19 euro

Iscrizioni presso Biblioteca Comunale di Casnigo (da lunedì a venerdì, dalle 15.00 alle 18.30)
(tel. 035 741098 - e-mail biblioteca@comune.casnigo.bg.it)

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SULLA SERATA DI PRESENTAZIONE
DELLE OPERE DEI BASCHENIS

 

La chiesa cimiteriale di Sant'Antonio a Pelugo

La chiesa del cimitero di Pelugo, dedicata a Sant'Antonio, si trova nei pressi del torrente Sarca. L'antica origine romanica è evidenziata dalla semplice pianta e dal tetto a spioventi accentuali; il portale ogivale e lo snello campanile testimoniano delle ristrutturazioni di epoca gotica.

La facciata ed il fianco destro sono ancora coperti da estesi resti di affreschi dovuti a membri della famiglia Baschenis, originaria del bergamasco e segnalata in Trentino tra la metà del XV secolo e la metà del secolo successivo.

 


L’antica chiesa di San Vigilio
Nella campagna di Sorano, leggermente discosta dagli abitati di Pinzolo e di Baldino, a metà strada per Carisolo, circondata dal cimitero, sorge l’antica chiesa di San Vigilio, risalente al X secolo.

Essa è famosa soprattutto per la Danza macabra dipinta nel 1539 da Simone Baschenis sull’esterno della facciata che guarda a mezzogiorno.

 

Anche se poco noti a molti dei turisti che la frequentano, vi sono alcuni gioielli artistici che meritano una sosta, e che sono facilmente raggiungibili. Oltre alla famosa chiesa di San Vigilio a Pinzolo, con la Danza macabra dipinta da Simone Baschenis sul lato esterno meridionale, ed alla chiesetta di Sant’Antonio nel cimitero di Pelugo, affrescata da Dionisio Baschenis, all’imbocco della val di Genova, suggestiva laterale della Rendena, sorge la chiesetta di Santo Stefano, recentemente restaurata dalla Provincia autonoma di Trento.


Imboccata a Carisolo la strada per la val di Genova, ad un paio di chilometri oltre il paese si trova l’indicazione per l’antica chiesetta, che sorge fra i boschi, sopra uno sperone di roccia granitica da cui si domina tutta l’alta Rendena. Santo Stefano, da cui si gode uno splendido panorama verso il Brenta, non solo è luogo bellissimo per la natura circostante, ma racchiude anche alcuni affreschi pregevoli, resi vividi dai recenti restauri.
Forse risalente all’epoca longobarda, la prima menzione documentata risale al 1244. La decorazione pittorica ad opera dei Baschenis ebbe inizio nel 1461. La chiesetta originaria è stata successivamente ampliata, e sul lato ovest è stata costruita dopo il 1530 una grande scala che ha coperto e parzialmente distrutto gli affreschi preesistenti, datati 1519.

Sulla parete nord dell’interno, Simone Baschenis realizzò nel 1534 il grande affresco di Carlo Magno. Ed è proprio questo affresco che dà grande pregio artistico alla chiesetta. Rappresenta il battesimo di un catecumeno da parte di papa Urbano I. Sulla sinistra Carlo Magno con la corona imperiale, circondato da sette vescovi e da soldati in arme, ed ancora vescovi col pastorale ed una schiera di catecumeni che sembrano attendere anch’essi il battesimo.


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